Grazie alla Dott. Tania Rinaldi per avermi “intrappolato” in una coinvolgente kermesse sui melanomi della coroide per il network regionale siciliano. Grazie alle dottoresse Martina Angi e Monica Pagliara per le due importanti relazioni specificamente oculistiche, ma anche agli oncologi Michele Del Vecchio, Lorenza Di Guardo e Ernesto Rossi per l’inquadramento di una patologia che non è oculare ma è sistemica.
La dottoressa Rinaldi ci ha poi avvolto con la passione che la contraddistingue parlandoci di cure palliative e di relazione paziente-medico. Grazie Tania: questa tua è stata davvero una “lezione magistrale”.
Il melanoma uveale o della coroide è il tumore maligno primitivo dell’occhio più frequente negli adulti. Colpisce l’uvea, lo strato interno dell’occhio che comprende l’iride, il corpo ciliare e la coroide. Sebbene sia una malattia rara, una diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di trattamento e preservare la vista.
Nelle fasi iniziali il melanoma uveale può non causare sintomi. Quando presenti, i segnali possono includere visione offuscata, comparsa di lampi di luce, aumento delle “mosche volanti” o alterazioni del campo visivo. Per questo motivo è importante sottoporsi a controlli oculistici periodici, anche in assenza di disturbi.
La prevenzione si basa soprattutto sulla diagnosi precoce attraverso visite oculistiche regolari, in particolare nelle persone con fattori di rischio o con nei oculari che richiedono monitoraggio. Proteggere gli occhi dall’esposizione ai raggi UV con occhiali da sole certificati e mantenere uno stile di vita sano sono buone abitudini per la salute degli occhi.
Prendersi cura della propria vista significa anche non trascurare i controlli: una visita oculistica può fare la differenza.
